ESSERE CATECHISTI...
Nella mia seppur piccola ed umile esperienza, ho maturato l'idea che un buon catechista è quello che riesce a trasmettere con il suo esempio la leggerezza e la serenità di essere cristiano.
Colui che con la propria gioia si scontra con la mentalità odierna che praticare la religione sia un fardello da portare, e il catechismo una serie di passaggi obbligatori che i genitori inculcano ai figli senza una motivazione reale o perché non si sentano inferiori agli altri (questa cosa spero che sia ormai sfatata).Il catechista è un testimone credibile e felice di perseguire questa scelta di vita.
Un buon catechista è prima di tutto un buon cristiano. Ma cosa vuol dire essere un buon cristiano?
Credo oramai superato il concetto della pratica e dell'assolvimento: andare a messa, dire le preghiere, confessarsi regolarmente... queste cose vengono di conseguenza e sicuramente con maggiore convinzione quando c'è una conversione profonda.
Ma c'è un passaggio prima da assimilare, un percorso duro che inizia nel momento in cui io mi pongo faccia a faccia con Cristo, con la sua croce, con il suo Amore, con il suo messaggio.
Ma c'è un passaggio prima da assimilare, un percorso duro che inizia nel momento in cui io mi pongo faccia a faccia con Cristo, con la sua croce, con il suo Amore, con il suo messaggio.
Ecco ancora che si affaccia la nostalgia di infinito che è dentro di noi; si fa viva e ci fa capire quale è la natura stessa dell'uomo, la sua condizione terrena: situazione di passaggio, come un nomade che nel deserto cerca la sua oasi dove troverà ristoro, dove si spegnerà la sete.
Così quando una persona troverà in Dio quella sorgente dissetante, quel fiume di grazia che pervade la sua vita, e quell'origine di Amore che ci ha generati ... allora nascerà l'uomo nuovo, il buon cristiano.
Così quando una persona troverà in Dio quella sorgente dissetante, quel fiume di grazia che pervade la sua vita, e quell'origine di Amore che ci ha generati ... allora nascerà l'uomo nuovo, il buon cristiano.
E sarà talmente appagante questo stato di fede che tutta la vita non potrà essere staccata da Dio e quindi la Messa, la preghiera, l'adorazione, la Confessione... tutto prenderà un significato di misericordia e di Amore. Senza fare nulla la vita sarà esempio costante di Dio.
San Paolo ci esorta : Qualunque cosa facciate, fatela nel nome di Gesù Cristo, con lo sguardo rivolto a Lui, aspirando alle cose del Cielo e non più alle cose della terra.
I catechisti più di tutti quindi sono persone che aspirano con fervore e passione alle cose del Cielo nella strada sterrata della santità e che annunciano ciò che sperimentano ogni giorno.
Ci sono parrocchie che reclutano catechisti da chiunque si renda disponibile pur di coprire le classi di età. Io non sono d'accordo... non posso essere d'accordo!
Il catechista è una persona chiamata certo, che con apertura di cuore accetta questa missione ma appunto è una missione! Ha il compito di collaborare alla costruzione della Chiesa secondo il messaggio evangelico.
Ci vuole un cammino personale e un affiancamento perché i bambini sono germogli delicati e noi catechisti abbiamo il paziente e umile compito di gettare il concime sulla loro terra affinché crescano delle piante forti e rigogliose che possano un giorno dare il frutto per il quale il Padre li ha pensati.
Ci vuole cura e amore e non insegnanti o educatori laureati ma gente che ha fatto esperienza di Dio nella propria vita e ha scelto che quella è la strada migliore.
Mio papà mi diceva sempre; "Ricordati: non si ricorderanno di cosa gli dirai, ma di come glielo dirai"
Per me questo è il programma che ogni catechista dovrebbe avere.
Io vedo continuamente la mia inadeguatezza nel corrispondere al pensiero del Signore per gli uomini.
Però il fatto di riconoscere di non essere degna di tanta responsabilità è già presupporre che io senza di Lui non posso fare nulla. Anzi se mi metto a fare da sola spesso combino dei veri disastri.
Questo affidamento non nasce a caso ma cresce all'interno di un percorso di conversione del cuore che riconosce che in ogni aspetto del mondo che mi circonda e in ogni attimo della vita, il Signore è Via, Verità e Vita.
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Ecco perché prima di essere catechisti bisogna essere dei buoni cristiani che pur nella fragilità della ferita umana alla quale siamo soggetti, e alla naturale inclinazione al male e nel nostro combattimento spirituale... ci impegniamo con tutte le forze a far
entrare il Vangelo dentro di noi e così diventiamo più vivi, più vediamo la verità e più ci inginocchiamo di fronte alla nostra fragilità di catechisti, e possiamo posarla sotto la sua Santa Croce.
"Essere’ catechisti! Non lavorare da catechisti," come dice Papa Francesco.
Ci vuole un cammino personale e un affiancamento perché i bambini sono germogli delicati e noi catechisti abbiamo il paziente e umile compito di gettare il concime sulla loro terra affinché crescano delle piante forti e rigogliose che possano un giorno dare il frutto per il quale il Padre li ha pensati.
Ci vuole cura e amore e non insegnanti o educatori laureati ma gente che ha fatto esperienza di Dio nella propria vita e ha scelto che quella è la strada migliore.
Mio papà mi diceva sempre; "Ricordati: non si ricorderanno di cosa gli dirai, ma di come glielo dirai"
Per me questo è il programma che ogni catechista dovrebbe avere.
Io vedo continuamente la mia inadeguatezza nel corrispondere al pensiero del Signore per gli uomini.
Però il fatto di riconoscere di non essere degna di tanta responsabilità è già presupporre che io senza di Lui non posso fare nulla. Anzi se mi metto a fare da sola spesso combino dei veri disastri.
Questo affidamento non nasce a caso ma cresce all'interno di un percorso di conversione del cuore che riconosce che in ogni aspetto del mondo che mi circonda e in ogni attimo della vita, il Signore è Via, Verità e Vita.
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo?
Spesso noi catechisti siamo come gli apostoli che nonostante frequentiamo da tanto tempo Gesù nella comunione, nella preghiera ancora non sappiamo riconoscerlo.
E allora quanto vale il nostro annuncio?
Quanto è efficace la nostra testimonianza?
Ecco perché prima di essere catechisti bisogna essere dei buoni cristiani che pur nella fragilità della ferita umana alla quale siamo soggetti, e alla naturale inclinazione al male e nel nostro combattimento spirituale... ci impegniamo con tutte le forze a far
entrare il Vangelo dentro di noi e così diventiamo più vivi, più vediamo la verità e più ci inginocchiamo di fronte alla nostra fragilità di catechisti, e possiamo posarla sotto la sua Santa Croce.

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