ESSERE CATECHISTI .... LEZIONI AMERICANE
3...
L'ultima mia riflessione sulla figura del catechista mi porta ora verso le modalità di comunicazione.
Ho preso come ispirazione le Lezioni Americane di Italo Calvino, le quali raccontano con precisione e profondità sei valori che si dovrebbero conservare per il nuovo millennio.
Questo libro è basato su una serie di lezioni preparate da Italo Calvino nel 1985, in vista di un ciclo di sei relazioni da tenere all'Università di Harvard e venne pubblicato postumo nel 1988.
La base applicativa di questo testo è la letteratura ma io ritengo che i valori indicati conferiscano una saggezza e una libertà tale, da poter trovare sintonia con tutti i contesti nei quali una persona voglia instaurare una relazione o un confronto, ma anche una nuova chiave di lettura per la vita stessa.
Ho trovato veramente interessante, anche dal punto di vista della catechesi, questo strumento fornito da Calvino, che individua con genialità i difetti e le virtù diffusi nei comportamenti di chi, come noi catechisti, si accinge a percorrere un tratto di strada a fianco dei bambini, delle loro famiglie ...
Ma vediamo bene quali sono questi 6 punti sviscerati dall'autore ( in realtà sono 5 perché il sesto non fece in tempo a svilupparlo)
1. LEGGEREZZA
2. RAPIDITA'
Per Calvino questo è un valore da conservare e,potrei aggiungere io, da sviluppare, in quanto ancora un pò incompreso nei nostri discorsi catechistici.
L'ultima mia riflessione sulla figura del catechista mi porta ora verso le modalità di comunicazione.
Ho preso come ispirazione le Lezioni Americane di Italo Calvino, le quali raccontano con precisione e profondità sei valori che si dovrebbero conservare per il nuovo millennio.
Questo libro è basato su una serie di lezioni preparate da Italo Calvino nel 1985, in vista di un ciclo di sei relazioni da tenere all'Università di Harvard e venne pubblicato postumo nel 1988.
La base applicativa di questo testo è la letteratura ma io ritengo che i valori indicati conferiscano una saggezza e una libertà tale, da poter trovare sintonia con tutti i contesti nei quali una persona voglia instaurare una relazione o un confronto, ma anche una nuova chiave di lettura per la vita stessa.
Ho trovato veramente interessante, anche dal punto di vista della catechesi, questo strumento fornito da Calvino, che individua con genialità i difetti e le virtù diffusi nei comportamenti di chi, come noi catechisti, si accinge a percorrere un tratto di strada a fianco dei bambini, delle loro famiglie ...
Ma vediamo bene quali sono questi 6 punti sviscerati dall'autore ( in realtà sono 5 perché il sesto non fece in tempo a svilupparlo)
1. LEGGEREZZA
"Presto mi sono accorto che tra i fatti della vita che avrebbero dovuto essere la mia materia prima e l’agilità scattante e tagliente che volevo animasse la mia scrittura c’era un divario che mi costava sempre più sforzo di superare. Forse stavo scoprendo solo allora la pesantezza. L’inerzia, l’opacità del mondo. Qualità che s’attaccano subito alla scrittura, se non si trova il modo di sfuggirle"
– Italo Calvino.
Oggi sembra che viviamo con leggerezza, in una società fluida dove tutto è facilmente accessibile e immediato, ma in realtà esistono tanti pesi che opprimono il cuore delle persone e di riflesso anche dei bambini.
Un giorno un bambino mi disse di aver paura di diventare grande perchè aveva paura di non riuscire a pagare le bollette. In qualche modo voleva dirmi che lo preoccupava non riuscire a sostenere la vita, oppressa dalle molte responsabilità e dal consumismo. Questo mi ha fatto riflettere su come noi adulti molto spesso trasmettiamo, prima ai figli ma anche ai bambini del catechismo, il peso di vivere la vita piuttosto che la leggerezza che si respira nella felicità nel condividere, o nel saper sognare e realizzare i propri sogni.
Allora credo che in questo Calvino abbia ragione indicandoci una strada:
Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore.
– Italo Calvino: Lezioni americane
Adottare con i bambini un linguaggio sereno e gioioso, non appesantito dai tanti mali che esistono nel mondo... che comunque non vuol dire trascurarli o fare finta che non esistano, ma dare speranza che, in tutto ciò che la vita ci riserverà nel bene e nel male, possiamo "planare dall'alto" e avere una visione di speranza come Gesù ci ha trasmesso. Trovare il senso e la felicità dentro il quotidiano.
Per mezzo del battesimo infatti siamo divenute creature nuove e portatrici di speranza.
Per mezzo del battesimo infatti siamo divenute creature nuove e portatrici di speranza.
Credo sia un lavoro difficile ma intensamente liberatorio, cercare e riconoscere in mezzo all'inferno, la bellezza, l'amore, la santità e dargli spazio e farlo durare.
2. RAPIDITA'
Per Calvino questo è un valore da conservare e,potrei aggiungere io, da sviluppare, in quanto ancora un pò incompreso nei nostri discorsi catechistici.
L'esempio che Calvino ci propone è quello usato da Leopardi nello "Zibaldone" .
Scrive Leopardi: “La rapidità e la concisione dello stile piacciono, perché presentano all’anima una folla di idee simultanee, così rapidamente succedentesi, che paiono simultanee, e fanno ondeggiar l’anima in un tale abbondanza di pensieri, o di immagini e sensazioni spirituali, ch’ella o non è capace d’abbracciarle tutte, e pienamente ciascuna, o non ha tempo di restare in ozio e priva di sensazioni. La forza dello stile poetico, che in gran parte è tutt’uno colla rapidità, non è piacevole per altro che per questi effetti, e non consiste in altro”.
Applicando questo concetto ai nostri incontri di catechismo credo che Calvino voglia insegnarci la dinamicità nel nostro linguaggio e negli strumenti che utilizziamo.
Siamo in un epoca fortemente stimolata da impulsi veloci e simultanei e i bambini, nati in questa velocità, hanno la capacità dell'immediatezza del pensiero. Noi catechisti dovremmo riuscire a stare al passo della loro mente veloce. Non è questione di abbreviare, tagliare e riassumere, parlare veloce ecc... ma di capire e assecondare il respiro della storia che si vuole narrare.
Quindi arrivare all'essenzialità del messaggio senza divagare su cose che potrebbero trarre in confusione, ma divagare sul senso di quello che stiamo dicendo per arricchire il messaggio. Lavorare come nella mente del ragazzo,0 con la capacità di essere padroni del tempo, con l'agilità di chi sa destreggiarsi nei vari contesti.
3. ESATTEZZA
Calvino apre la sua lezione sull'esattezza chiarendo che per lui ha tre significati:
Scrive Leopardi: “La rapidità e la concisione dello stile piacciono, perché presentano all’anima una folla di idee simultanee, così rapidamente succedentesi, che paiono simultanee, e fanno ondeggiar l’anima in un tale abbondanza di pensieri, o di immagini e sensazioni spirituali, ch’ella o non è capace d’abbracciarle tutte, e pienamente ciascuna, o non ha tempo di restare in ozio e priva di sensazioni. La forza dello stile poetico, che in gran parte è tutt’uno colla rapidità, non è piacevole per altro che per questi effetti, e non consiste in altro”.
Applicando questo concetto ai nostri incontri di catechismo credo che Calvino voglia insegnarci la dinamicità nel nostro linguaggio e negli strumenti che utilizziamo.
Siamo in un epoca fortemente stimolata da impulsi veloci e simultanei e i bambini, nati in questa velocità, hanno la capacità dell'immediatezza del pensiero. Noi catechisti dovremmo riuscire a stare al passo della loro mente veloce. Non è questione di abbreviare, tagliare e riassumere, parlare veloce ecc... ma di capire e assecondare il respiro della storia che si vuole narrare.
Quindi arrivare all'essenzialità del messaggio senza divagare su cose che potrebbero trarre in confusione, ma divagare sul senso di quello che stiamo dicendo per arricchire il messaggio. Lavorare come nella mente del ragazzo,0 con la capacità di essere padroni del tempo, con l'agilità di chi sa destreggiarsi nei vari contesti.
3. ESATTEZZA
Calvino apre la sua lezione sull'esattezza chiarendo che per lui ha tre significati:
1: un disegno dell'opera ben definito e ben calcolato
2: l'evocazione di immagini visuali nitide, incisive, memorabili
3:Un linguaggio il più preciso possibile come lessico e come resa delle sfumature del pensiero e dell'immaginazione.
L'esattezza è un valore necessario, a fronte di un uso sempre più vago e approssimativo del linguaggio. Secondo Calvino "la parola collega la traccia visibile alla cosa invisibile, alla cosa assente, alla cosa desiderata o temuta, come un fragile ponte di fortuna gettato sul vuoto".
Ma Calvino rivela anche che a volte, con l'uso e la scelta delle parole, distorciamo quello che è la realtà del messaggio che vorremmo dare, risultando così imprecisi; soprattutto potremmo raccontare meno della grandezza che vogliamo esprimere.
In effetti nel catechismo, siamo spesso chiamati a reggere argomenti non facili e grandi che riguardano l'immenso pensiero di Dio e il rischio è che utilizziamo parole e concetti inadeguati e imprecisi, che rischiano di sminuire questo grande mistero d'amore che Dio ha per l'uomo.
Ma noi abbiamo un alleato che Calvino non poteva indicare ... il nostro alleato è Lo Spirito Santo. E' Lui che ci da la forza e il coraggio di annunciare ed è Lui che ci suggerisce parole e sguardi efficaci affinché possiamo entrare nel cuore dell'annuncio del Regno dei Cieli.
Quindi scomodiamo spesso lo Spirito Santo, pregandolo prima di ogni nostro incontro di darci la più possibile esattezza nel raccontare Dio ai nostri ragazzi.
4. VISIBILITA'
Visibilità è, fra le Lezioni, forse la più attuale perché pone un tema, che è quello dell’immaginario, e delle sue fonti.
Calvino sottolinea: “Se ho incluso la Visibilità nel mio elenco di valori da salvare è per avvertire del pericolo che stiamo correndo di perdere una facoltà umana fondamentale: il potere di mettere a fuoco visioni a occhi chiusi, di far scaturire colori e forme dall’allineamento di caratteri alfabetici, di pensare per immagini”.
Infatti siamo vittime di immagini prestabilite e molteplici che scaturiscono da Internet, per la maggior parte dei casi, o dai media e non riusciamo più ad immaginare qualcosa che scaturisca dalla nostra mente, come farebbe un pittore quando vuole rappresentare con i tratti del pennello un suo pensiero.
Abbiamo perso questo incanto della mente, probabilmente, perchè molto intenti a razionalizzare tutto e ad affidare le nostre richieste di immagine alla tecnologia che però ci rende impersonali, poichè le stesse immagini le vediamo tutti.
Con i bambini dovrebbe essere facile in quanto, per la spensieratezza della loro età, naturalmente portati alla fantasia e alla visione, ma in verità non è poi così semplice e scontato.
Essi fanno fatica ad immaginare, ad assecondare la loro mente nelle visioni della fantasia e molto spesso non sanno cosa dire o pensare. E così anche la creatività e i sogni vengono meno.
Come catechisti credo che dovremmo aiutare i ragazzi a fare spazio nella loro mente per le immagini che possono emergere da sensazioni e parole, in modo che si renda visibile ciò che il loro cuore produce. La lettura di alcune storie, delle parabole stesse, anche con le tecniche della lettura animata, o anche il solo raccontare, all'interno dei gruppi di catechismo, senza dover per forza far leggere i bambini, da la possibilità di ascoltare attivamente, in modo che la mente lavori indisturbata. Questo, secondo me, diventa un buon strumento per generare immagini che poi si possono tradurre nell'espressione di un messaggio o di una riflessione.
Credo che la molteplicità per Calvino possa tradursi con lo sguardo pastorale sulle cose che ci circondano. Cioè mi spiego meglio: poter aprire la mente e il cuore a tanti stimoli e interazioni che provengono dal mondo esterno come una sorta di rete in espansione, dove ognuno puo trovare una storia nella storia, quasi come una macchia di colore che gettata in una superficie piatta raggiunge luoghi e oggetti colorandoli con se stessa.
Sono arrivata alla fine di questo viaggio all'interno di un metodo che ho trovato entusiasmante ed illuminante. Non è stato facile per me, anche perché Lezioni Americane di Italo Calvino non è un libro particolarmente facile, ma non mi sono voluta privare di questa saggezza in quanto veramente attuale e profonda.
E io vi mostrerò una via migliore di tutte» (1 Cor 12, 31).
e concludo con un pensiero di papa Francesco per i catechisti
Essi fanno fatica ad immaginare, ad assecondare la loro mente nelle visioni della fantasia e molto spesso non sanno cosa dire o pensare. E così anche la creatività e i sogni vengono meno.
Come catechisti credo che dovremmo aiutare i ragazzi a fare spazio nella loro mente per le immagini che possono emergere da sensazioni e parole, in modo che si renda visibile ciò che il loro cuore produce. La lettura di alcune storie, delle parabole stesse, anche con le tecniche della lettura animata, o anche il solo raccontare, all'interno dei gruppi di catechismo, senza dover per forza far leggere i bambini, da la possibilità di ascoltare attivamente, in modo che la mente lavori indisturbata. Questo, secondo me, diventa un buon strumento per generare immagini che poi si possono tradurre nell'espressione di un messaggio o di una riflessione.
Calvino nella visibilità scrive, prendendo spunto da un verso di Dante Alighieri: "LA FANTASIA è UN POSTO DOVE CI PIOVE DENTRO " Esattamente così... perchè coltivando la fantasia si puo scoprire che essa non ha limiti e che crea sogni e visioni ai quali si puo anche dare retta, e farli sgorgare nella realtà.
Una bellissima frase di Don Tonino Bello puo riassumere l'importanza della visibilità e del lavorare per conservarla :
“Una Chiesa che non sogna non è Chiesa: è solo apparato
. Non può recare lieti annunci chi non viene dal futuro”
5. MOLTEPLICITA'
Questo concetto mi è parso il più difficile da esprimere, poichè molto ampio ed elaborato e forse le parole in questo caso non riescono a trovare il significato esatto che Calvino vuole dare. Infatti è nella praticità di un argomento, di una storia, di un romanzo che forse ne cogliamo le caratteristiche. E lo stesso Calvino riporta molti esempi a sostegno della sua tesi su questo valore da conservare.
Vediamo come applicarlo ai nostri incontri di catechismo.
Ecco, ho preso delle citazioni che per me sono più significative
"La letteratura vive solo se si pone degli obbiettivi smisurati, anche al di là d’ogni possibilità di realizzazione. Solo se poeti e scrittori si proporranno imprese che nessun altro osa immaginare la letteratura continuerà ad avere una funzione"
“Quella che prende forma nei grandi romanzi del XX secolo è l’idea d’una enciclopedia aperta, aggettivo che certamente contraddice il sostantivo enciclopedia, nato etimologicamente dalla pretesa di esaurire la conoscenza del mondo rinchiudendola in un circolo. Oggi non è più pensabile una totalità che non sia potenziale, congetturale, plurima.”
In questo valore, io vedo un applicazione interessante; che ho anche io scoperto da poco tempo.
Credo che la molteplicità per Calvino possa tradursi con lo sguardo pastorale sulle cose che ci circondano. Cioè mi spiego meglio: poter aprire la mente e il cuore a tanti stimoli e interazioni che provengono dal mondo esterno come una sorta di rete in espansione, dove ognuno puo trovare una storia nella storia, quasi come una macchia di colore che gettata in una superficie piatta raggiunge luoghi e oggetti colorandoli con se stessa.
Ecco che quindi una canzone, un pezzo di film, un quadro, una spiegazione scientifica puo espandere il nostro modo di raccontare e allo stesso tempo completarlo.
Inserire in maniera dinamica e interattiva, se vogliamo, riferimenti e citazioni, presi dal tempo in cui viviamo, stando ovviamente attenti a non perdere l'esatto progetto che ci siamo prefissati.
Questo passo forse spiega meglio il concetto:
“Chi siamo noi, chi è ciascuno di noi se non una combinatoria d'esperienze, d'informazioni, di letture, d'immaginazioni? Ogni vita è un'enciclopedia, una biblioteca, un inventario d'oggetti, un campionario di stili, dove tutto può essere continuamente rimescolato e riordinato in tutti i modi possibili.”
6. COERENZA
Purtroppo Calvino non fece in tempo a sviluppare questa relazione, ma credo che ognuno di noi possa trarre qualche conclusione affidandoci al significato del termine.
Sono arrivata alla fine di questo viaggio all'interno di un metodo che ho trovato entusiasmante ed illuminante. Non è stato facile per me, anche perché Lezioni Americane di Italo Calvino non è un libro particolarmente facile, ma non mi sono voluta privare di questa saggezza in quanto veramente attuale e profonda.
C'è un grande insegnamento in questa raccolta di valori che è trasversale a molti ambiti della vita e io ho provato, umilmente, ad applicarlo anche al linguaggio nella catechesi. Mi sono concentrata negli incontri dell'età scolare, ma il tutto potrebbe essere applicato anche nella catechesi per giovani e adulti.
Come catechisti, e con l'aiuto di Cristo che abita in ciascuno di noi, cerchiamo sempre di porci obiettivi alti e smisurati...
«Aspirate ai carismi più grandi.E io vi mostrerò una via migliore di tutte» (1 Cor 12, 31).
e concludo con un pensiero di papa Francesco per i catechisti



Commenti
Posta un commento