UN VOLTO.... TENEREZZA E SOFFERENZA DI UN DIO

C'è una tela miracolosa in un paesino pressoché sconosciuto. Poco meno di 7000 anime: Manoppello, una perla  dell'entroterra abruzzese, in provincia di Pescara, è legato ad uno dei più bei  misteri e miracoli di Dio in terra.


In questo tempo di preparazione alla Pasqua voglio ricordare lo sguardo che più profondamente mi ha commosso e mi ha avvicinato alla sofferenza di nostro Signore Gesù Cristo.
La contemplazione, la devozione al suo Santo Volto ha radici lontane e nutrita da moltissimi santi. 


Cristo stesso ha chiesto la devozione al suo Volto Santo in riparazione alle molte bestemmie e offese che continuamente riceve. Questa devozione è stata introdotta attraverso due suore, suor Marie de Saint Pierre  e la beata Maria Pierina de Micheli . Nel 1958, Papa Pio XII dichiarò la festa del Santo Volto di Gesù il giorno prima del Mercoledì delle Ceneri (martedì grasso).

Suor Marie de Saint Pierre, una carmelitana francese, ha ricevuto la richiesta di Nostro Signore di diffondere la devozione al Suo Santo Volto. La suora ha spiegato che, il 25 agosto 1843, il Signore si rivolse a lei dicendo:
«Il mio nome è da tutti bestemmiato: gli stessi fanciulli bestemmiano e l’orribile peccato ferisce apertamente il mio Cuore.  Il peccatore con la bestemmia maledice Dio, lo sfida apertamente, annienta la Redenzione, pronuncia da sé la propria condanna. La bestemmia è una freccia avvelenata che mi penetra nel Cuore.
LA STORIA
La reliquia conservata a Manoppello ha una storia particolare e prodigiosa. L’unico documento sull’arrivo del velo a Manoppello è la Relatione Historica redatta dal predicatore cappuccino padre Donato da Bomba tra gli anni 1642-1645. 
chiesa di San Nicola a Manoppello 

Nel tempo di Giulio II, Pontefice Romano, circa gli anni del Signore 1506, viveva a Manoppello il sig. Giacom’Antonio Leonelli, dottore fisico molto famoso, uomo dalle grandi virtù morali e molto devoto. Un giorno Giacom’Antonio Leonelli sostava nella piazza pubblica e, quasi sulla porta della chiesa dedicata a S. Nicola di Bari, era in conversazione con altre persone; arrivò inaspettatamente un pellegrino sconosciuto da tutti, d’aspetto anziano, il quale, salutò e disse al Dottor Giacom’Antonio Leonelli che gli doveva parlare di una cosa segreta. Messosi in disparte, entrato nella Chiesa,  gli diede un fardelletto e, senza svolgerlo, gli disse che lo tenesse con molta cura e devozione, perché Dio gli avrebbe fatto molti favori e la sua famiglia avrebbe sempre prosperato e nelle cose temporali e in quelle spirituali. Giacom’Antonio prese il fardelletto, appartatosi verso il fonte dell’acqua benedetta, cominciò ad aprirlo. Vista quella Sacratissima Immagine del Volto di Cristo Signore nostro, restò, a prima vista, spaventato e commosso.

Ringraziando Dio per un dono così grande, riavvolse l’immagine come era prima, si rivolse poi allo sconosciuto pellegrino per ringraziarlo e accoglierlo nella sua casa, ma non lo vide più. Gli amici, affermarono di averlo veduto entrare con lui in chiesa, ma non averlo visto uscire da essa. Pieno di meraviglia, lo fece cercare dentro e fuori di Manoppello, ma non fu possibile rintracciarlo. Tutti giudicarono quell’uomo,  essere un Angelo del cielo o altro Santo del Paradiso.

Il dottore Giacomo d'Antonio fece costruire in casa sua un apposita teca dove sistemare il prezioso velo e lo conservò gelosamente . Lo stesso fecero poi i suoi eredi e discendenti per lo spazio di cent’anni e poco più. Ci furono in seguito delle controversie tra i pronipoti e un soldato che aveva preso per moglie una discendente della famiglia Leonelli, entrò violentemente in casa  e prese la SS. Immagine da lui tanto desiderata. Da quel momento, uscita la SS. Immagine dalla casa Leonelli, quella famiglia andò in rovina. E anche la famiglia del soldato, che non se ne prese cura a dovere, ebbe molte disgrazie. La moglie quindi per necessità di soldi, vendette la sacra immagine a Donat’Antonio De Fabritiis sempre di Manoppello, il quale era molto devoto e religioso. Egli fece restaurare la tela che nel frattempo si era rovinata, vi mise una cornice di noce e fece preparare i due vetri che ancora oggi racchiudono l'immagine. Il sig. De Fabritiis tenne il velo come un raro e prezioso tesoro. Nella sua casa prosperarono le grazie del Signore. In seguito egli  si recò dai padri cappuccini nel 1638 che inserirono la reliquia nella loro chiesa. Nel 1703 la festa della Trasfigurazione del Signore incominciava ad essere la festa propria del Volto Santo.

L'immagine è tuttora conservata nel paese abruzzese, nell'omonimo Santuario.
santuario di Manoppello

IL VELO

Il santo velo, è molto fragile e leggero, di normale tessitura. L'immagine è visibile da ambo i lati e questa è una cosa unica al mondo!
 Non sono riscontrabili residui o pigmenti di colore. Secondo numerosi esami che sono stati effettuati, il reperto presenterebbe caratteristiche straordinarie: non solo non sarebbe stato dipinto da mano umana, ma il volto ritratto combacerebbe perfettamente con quello dell’uomo della Sacra Sindone. Molti sono convinti che questo velo sia in effetti il telo con cui la Veronica asciugò il volto di Gesù durante la salita al Calvario. 
Esso rappresenta l’immagine tenue di un volto maschile, con lunghi capelli e barba divisa in bande, impressa su un leggerissimo velo  di una rara fibra marina detta bisso. Secondo Paul Badde, corrispondente del Vaticano per Die Welt, questo è un tipo di tessuto che di solito è presente solo nelle tombe dei faraoni egizi. 
Si tratta di una immagine di uomo sofferente: vi si nota una guancia più gonfia dell'altra, la bocca semiaperta, e dei segni di tumefazione. Per devozione lo si è sempre assimilato all'immagine di Cristo sofferente.


L'immagine del Volto Santo di Manoppello ha suscitato in me una profonda commozione, non so spiegare esattamente le emozioni scaturite dal cuore, ma mi è entrata dentro con una pace indescrivibile. L'immagine del Cristo sofferente, ( perchè io non ho dubbi che essa rappresenti il vero volto di Gesù) porta in sè, certo la sofferenza, ma anche una grande serenità. 
Non puoi non essere attratto da quel volto, perchè esso trasmette veramente qualcosa di soprannaturale che pervade l'anima. A tratti, in base alla luce o a come ti posizioni sembra che Egli ti sorrida, e allo stesso tempo da l'impressione di un volto forte e severo. C'è una immensa tenerezza nel momento in cui i tuoi occhi incrociano i suoi non puoi fare a meno di sentire la presenza di Gesù vicina a Te. 
E' una sensazione indescrivibile ma molto forte e vera. Nel momento in cui sei davanti al suo Volto Santo, egli ti guarda con Amore e tu senti che tutto il bene del mondo è lì e che non c'è Amore più grande. Mi commuovo ancora al pensiero di quel momento soave e tenero, e mi commuove tantissimo il fatto di pensarmi così povera e peccatrice di fronte alla grandezza di un Dio, che si è lasciato colpire, torturare e uccidere dalle sue creature per le quali ha solo Amore e misericordia. 
Non capiremo mai abbastanza quanto grande è stato quell'atto di Amore per noi. 
 Al ritorno dal viaggio in Abruzzo, Il Santo Volto si è impresso nel mio cuore con prepotenza e oggi ancora lo porto vivo dentro i miei pensieri e le mie preghiere.
Santa Matilde già nel XIII secolo aveva avuto da Gesù una rivelazione riguardante il Volto Santo: il Signore le disse che «nessuno di loro sarà mai separato da Me» riferendosi a chi avrebbe onorato con amore la memoria della sua Faccia. 
Proprio in questi giorni che ci avvicinano alla Santa Pasqua propongo questa preghiera per onorare il Volto santo sofferente e tenero di  Dio. 

Preghiera al Volto Santo

di Santa Teresa di Gesù Bambino e del Santo Volto


O Gesù, che nella Tua crudele Passione divenisti "l'obbrobrio degli uomini e l'uomo dei dolori", io venero il Tuo Volto Divino, sul quale splendevano la bellezza e la dolcezza della divinità e che è divenuto per me come il volto di un lebbroso... Ma io riconosco sotto quei tratti sfigurati il Tuo infinito amore, e mi consumo dal desiderio di amarTi e di farTi amare da tutti gli uomini. Le lacrime che sgorgano con tanta abbondanza dagli occhi Tuoi sono come perle preziose che mi è caro raccogliere per riscattare con il loro infinito valore le anime dei poveri peccatori. O Gesù, il tuo Volto adorabile rapisce il mio cuore. Ti supplico di imprimere in me la Tua somiglianza divina e di infiammarmi del Tuo amore affinché possa giungere a contemplare il Tuo Volto glorioso. Nella mia presente necessità accetta l'ardente desiderio del mio cuore accordandomi la grazia che Ti chiedo. Così sia.

E, NELL'AUGURARVI UNA BUONA SETTIMANA SANTA, COME MIA CONSUETUDINE, VI ALLEGO IL LINK DI UNA CANZONE MOLTO BELLA DI DEBORAH VEZZANI:
 IO CERCO IL TUO VOLTO 

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